La pasta al pesto genovese è molto più di un semplice primo piatto: è un simbolo della cucina ligure e un’espressione autentica di una tradizione che affonda le sue radici nella storia, nel territorio e nei gesti tramandati di generazione in generazione. Preparare e gustare un piatto di pasta al pesto significa entrare in contatto con l’anima di Genova e con il profumo inconfondibile della sua terra.

Le origini del pesto genovese risalgono almeno all’Ottocento, ma affondano probabilmente in preparazioni ancora più antiche. Già in epoca romana esisteva il moretum, una salsa ottenuta pestando erbe aromatiche, formaggio e olio in un mortaio. Non è difficile immaginare che, nel tempo, questa pratica si sia evoluta fino a dare vita al pesto come lo conosciamo oggi. Il termine stesso “pesto” deriva dal verbo “pestare”, a sottolineare l’importanza del metodo tradizionale di lavorazione degli ingredienti.

Il cuore della ricetta è il basilico, coltivato in un microclima unico che gli conferisce un aroma delicato e privo di note mentolate. A questo si uniscono pochi ingredienti essenziali: aglio, pinoli, Parmigiano Reggiano, Pecorino, olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale grosso. La semplicità è solo apparente: l’equilibrio dei sapori e la qualità delle materie prime sono fondamentali per ottenere un pesto autentico.

Tradizionalmente, il pesto veniva preparato nel mortaio di marmo con pestello di legno, seguendo un ordine preciso e movimenti lenti, quasi rituali. Questo gesto, ripetuto da secoli nelle cucine liguri, è parte integrante della cultura gastronomica locale. Ancora oggi, molte famiglie difendono con orgoglio la propria versione della ricetta, spesso con piccole variazioni tramandate oralmente. Oggi in chiave moderna spesso si prepara con il mixer.

La pasta al pesto è storicamente legata a formati come le trofie, le trenette o le linguine. Un piatto nato povero, legato alla stagionalità e alla cucina quotidiana, che col tempo ha conquistato le tavole di tutto il mondo.

In un sito di ricette, raccontare la pasta al pesto genovese significa celebrare una storia fatta di territorio, memoria e passione. È un invito a rallentare, a scegliere ingredienti autentici e a riscoprire il valore dei gesti semplici, quelli che trasformano una ricetta in una tradizione viva.

Ingredienti per 3 persone:

300 gr di pasta (noi abbiamo usato trofie)
50 gr di basilico
50 ml di olio extra vergine di oliva
50 gr di parmigiano Reggiano
25 gr di Pecorino
25 gr di Pinoli
2 spicchi d’aglio
Sale grosso Q.B.

Preparazione pasta al pesto genovese:

Il Pesto genovese è un piatto tipico Ligure ma nella cucina internazionale è considerato un piatto nazionale Italiano, orgoglio della cucina Italiana in tutto il mondo!

In una pentola mettete l’ acqua fate bollire, nel frattempo l’ acqua bolle preparate il pesto.
Appena bolle aggiungete il sale, e buttate la pasta.

Prendete il basilico staccate i rametti dalle foglie, le foglie mettetele in una ciotola e lavatele prima con acqua corrente dopo in una ciotola con acqua.

Prendete uno strofinaccio e mettete il basilico all’ interno per asciugarlo bene.

Ora prendete il mixer e iniziate a mettere gli ingredienti: pinoli, parmigiano, pecorino, aglio, olio di oliva, un pizzico di sale, basilico.

Frullate ad intermittenza per evitare che le lame con il calore possa alterare il sapore del basilico.

Appena la pasta bolle, scolatela.

Dopo averla scolata, rimettete la pasta nella pentola, meglio se avete una ciotola in acciaio, (Importante: non cuocere il pesto, quindi non rimettete la pentola nel fornello e ovviamente non riaccendete il fornello).

Mescolate bene finchè non si amalgama.

Servite immediatamente appena è pronto.

Alcuni aggiungono del parmigiano, delle foglie di basilico, o semplicemente dell’ olio di oliva sul piatto, io invece preferisco mangiarlo cosi semplicemente, caldo appena preparato.

Buon appetito!

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